Spostamento
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Ci scusiamo per il disturbo ma da oggi in poi le strasmissioni proseguiranno su spiritum.weblogs.us. Se avete voglia si seguire il sentiero giusto... vi anticipo solo che, a brevissimo, è altamente probabile l'edizione di una intervista doppia da leccarsi i baffi. |
Deroghe
Derogo ad una mia regola autoimposta (e pure a due ;-) e, nel contempo, mi chiedo se questa azione non sarà un miserabile fallimento?
Vorrei, non vorrei, ma se poi
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Solo per oggi un tema sodo (come si desume anche dall'immagine) da dibattere
in giro per il sentiero. Si parte da una classificazione, operata
con un cessello a lama larga, dei blog italiani in tre macrocategorie:
diaristici, variegati, impegnati. Per ora teniamo in considerazione la
categoria "impegnati" dove l'aggettivo sta a significare che: |
A me capita spessissimo, soprattutto quando leggo, in post di citazione o in commenti, la frase "Sono d'accordo, sul tema xxx, con yyy perché mi fido di yyy". Sia chiaro che non intendo quelle volte che si può sostituire xxx con "quanto è grande il culo di Jennifer Lopez" e yyy con "Gianluca Neri" ma tutte le altre volte che rientrano nella suddetta classificazione annessa al concetto di "impegnati". Sin dal primo post ho sognato che un giorno qualcuno potesse linkare una mia idea e concludere dicendo la tiritera predetta, ho sognato di scrivere, in maniera impegnata, dei massimi e dei medi sistemi ed averne in cambio universo riconoscimento di "individuo affidabile". Non per vanagloria o sete di riconoscimento sic et simpliciter ma per qualcosa di più profondo, per dare un senso alto al mio scrivere, per rafforzare l'autostima e per giustificare il denaro speso dai miei negli anni dell'istruzione. Partendo quindi dall'analisi iniziale si arriva ad evincere che
Ecco, ho perso il filo: non ci riuscirò mai!
Non sanno più cosa dire
![]() | Il luogocomunismo è un pantano pericoloso come le sabbie mobili. Nonostante tutto, sprezzante del pericolo, mi sporco le suole per dirvi tutta la mia avversità dinnanzi alla frase "Non sanno più cosa inventare". La prima volta l'ho sentita, mi ricordo come fosse ieri, nel 1972, detta dalla mia cara nonna e riferita, come spesso accade, alla pubblicità. L'ultima volta ieri, in un TG nazionale, in un'intervista al solito passante, un bel giovanotto tirato a lucido. Quella volta era Carosello, oggi qualsivoglia spot non "allineato", ovvero non casa-famigliacheride-prodotto e parallelismi analoghi. L'adagio mi suona come la risposta di getto che l'ottuso appiccica per autoprogettersi ma non posso non sentirla come un terribile stridore di beozia (è un problema mio, assolutamente). Non voglio assolutamente sostenere la pubblicità in quanto tale, mai e poi mai, ma credo che sia utile leggerla e capire dove punta il movimento (che poi se vuoi lo segui, ma lo vuoi tu). Se ne discuteva anche ieri sera in un simposio di saggi, mentre si attenendeva un precoce Babbo Natale foriero di dolciumi e si beveva vino nero dozzinale, ed il più saggio della compagnia disse, lapidario: "Se non guardi gli spot non capisci che ti è vicino". |
Un popolo di applauditori
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La convalescenza che mi sta costringendo in casa mi ha permesso di vedere un pochettina di mattutina TV. Niente di particolare da osservare, probabilmente è lo specchio del pubblico abituale di 'ste ore, questa mattina, ad esempio, su RAI 2, era pieno di giornalisti e conduttori di TG: chiaro che di sabato mattina alle 10.00 c'è davanti alla tele un raffinato pubblico di studiosi dediti all'approfondimento. C'è però una domanda che voglio porgere qui: perché tutti questi applausi? So che il problema è vecchiotto e già trito e ritrito ma si stanno toccando ora dei vertici impensabili. La bella Adriana Volpe (l'unica non-giornalista di quel momento) presenta un ballerino che terrà una mattutina lezione di salsa. Corro a mettermi la tutina e mi schiaffo a tutto muso davanti allo schemo. Entra il ballerino: applauso. Adriana ride e indica lo schermo gigante che dietro di lei mostra un paesaggio di mare; il ballerino fa "E' caraibico" (si vede dal visetto che è un genio) applauso. Oggi ci sarà una lezione sui passi di salsa: applauso. 3 applausi in 20 secondi? E da un pubblico vero presente in studio? Cosa altrettanto comune in tutte le trasmissioni con pubblico che seguo (pochissime in realtà). E' normale e mi son perso qualche passaggio? |
Al lavoro
Se guardate qui vi sembrerà un déjà vù. Solo per giustificare l'assenza.
Onirismi
Sarà che son malato sarà la stagione ma se passa per di qua uno bravo nell'interpretazione dei sogni gli sarei davvero grato se mi desse un qualche lume a proposito di quanto partorito da me medesimo la notte appena passata e che mi lascia oltremodo perplesso.
Ero in piedi in un indefinito spazio bianco e m'è venuto da dire "Link armi" ma subito mi son accorto che stavo tenendo per mano un bimbo. "E tu chi saresti?" gli faccio. "Se te sei Spiritum io son il sentiero giusto". "Ma c'hai un anno! Come fai ad essere così grande e parlare?" ribatto perplesso. "Ma è un sogno o un interrogatorio? Va avanti per il corridoio, pataccone, che ci son altre sorprese qui, più avanti". Giro il capo e all'improvviso son comparse una lunga serie di porte. La prima è di color marroncino chiaro, con due lettere in marrone L e S. Busso, così d'impulso, e mi apre Sua Blogghità in persona. "Mi scusi, sior Luca, il bimbo qui vive di accessi e con 55-60 hit al giorno non si riesce a tirare avanti. Sarebbe mica così gentile da donare un bel linkone sul suo bloggone dimodochè per un po' noi si possa vivere alla grande?" farfuglio. "Senti bel giovanotto: se dovessi dar retta a tutti i peones che bussano a 'sta porta con le magagne come le tue dovrei passare il tutto il tempo a linkare voi. E le rensioni dell'IPod, il programmetto alla radio, la posta col Rocca me li curi te? Cammina va là".
La porta successiva è tutta nera con la scritta BP in azzurro. Busso e mi apre una bellissima ragazza caraibica vestita solo di un candido grembiulino. "Ciao Carlo, ti facevo più maschio" esclamo in preda all'eccitazione. "Yo no soi el segnor Carlo, son la su governante. El segnor Carlo è andato ad una fiera di whisky, per far scorta" mi declama l'angelo dalla pelle color caffelatte. "Me lo saluti quando torna" balbetto, congedandomi a malincuore dalla visione. Qualche metro più in là c'è un'elegante porta con inciso sopra 'Mante'. Busso e sulla soglia compare un tizio anzianotto e barbuto. Il piccolo mi lascia la mano e, abbracciando il vecchietto, esclama: "Papà". L'altro fa perplesso "Pinocchio?". "Il signor Mantellini?" cerco di capire. "No, sono Fabio Metitieri. Mantellini l'ho legato e imbavagliato in cucina col nastro adesivo forte". Ormai disperato me ne vado a capo chino per il desolato corridoio. Dopo una buona mezzora di camminata il bambino ha smesso di piangere per la delusione e ci ritroviamo in una piazzetta dove un gruppo di buontemponi, stravaccati tutti sulle panchine eccetto un tizio alto e barbuto (con un accento vagamente calabrese), sta allegramente discutendo sul falso problema degli accessi. "E' la scuola milanese, arringata dal 3G" mi fa il bimbetto "siamo finalmente a casa".
Mi son svegliato in un bagno di sudore.









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