Ricorrenze
Un anno fa il primo sassolino sul sentiero. Sembra ieri.
Parole & parole
Sta nascendo una bella iniziativa che raccoglie parole. Si potrebbe pensare che è un meme che ha viaggiato, invece arriva da strade e percorsi differenti. Guarda te a volte.
Il grande gioco del cinema/2
Visto che la cosa è piaciuta
e, dato che oggi me ne son venute in mente alcune, vi lascio le trame variate di oggi:
1. Durante la seconda guerra mondiale gli americani fabbricano 4 cyborg guerrieri in metallo; ormai tre son distrutti e parte una squadra speciale di fabbri per ripare l'ultimo.
2. Sdolcinata commedia francese (di una ventina d'anni fa) che narra dell'innamoramento di due ragazzi ma il tutto termina in un continue opere pittoriche ad olio.
3. Nel Sol Levante un abile cuoco si diverte a far mangiare all'inverosimile un manipolo di valorosi guerrieri.
4. Intricato giallo, con protagonisti alcuni insospettabili agenti dei servizi segreti, alla fine del quale si scopre che tutto era legato ad un noto contracettivo.
Il grande gioco del cinema
Per il solo fatto di aver incocciato l'aura del sommo Marquant alla
Blogfest m'è venuto di fare 'sto gioco sul cinema. C'è un'unica
regola: bisogna indovinare il titolo dato la descrizione della trama. Un aiutino:
il gioco
si basa sul fatto che si cambia una sola lettera del titolo e si può ottenere
una nuova trama. So che non è chiaro ma se leggete sotto ci son serie
possibilità
che capiate.
Pre gioco: per fare un gioco nel gioco potete anche indovinare da dove l'ho
copiato, con questo unico indizio "sabato scorso, di primo pomeriggio".
Ed ora le trame dopo il cambio di una lettera del titolo.
1. In un futuro prossimo l'eletto di una realtà quasi reale lotta affinché
il potere centrale sia dato in periferia.
2. Un tifoso laziale, mandato ai confini delle pratire romaniste, alla fine
si innamora di una bella tifosa e cominciare a tifare Roma.
3. Uno scalcinato ispettore di polizia, alla ricerca di un ladro imprendibile,
alla fine si dedica solo a fare il modello per servizi fotografici.
4. Epopea in bianco e nero, ambientata ai tempi della guerra di secessione
americana, che degenera in una serie di gag basate sulle più buffe cadute,
soprattutto sbattendo la madibola inferiore.
P.S. Solo ora apprendo che le informazioni che ho dato in giro alla festa circa
il Direttore erano mendaci: non è di Genova.
La macchina
Dopo lunghi e duri giorni di lavoro sono fiero di presentare la versione 1.0
de "La macchina dei post" (MdP). E' un software che sicuramente
farà la gioia di tutti coloro che sono in crisi di scrittura ma che sentono
di avere buone idee, di coloro che vedono con un filino di invidia la beltà
di certi stili altrui, di coloro che "per un certo verso sarebbe"
(questi meno, direi).
L'MdP è un software leggero, solo 100 KB, multipiattaforma e multiskin
(anche l'occhio vuole la sua parte), autoistallante e multiformato. E' basato
su un complesso algoritmo tripartito: si basa per un terzo sulla formula matematica
che descrive il risotto con i funghi, per un altro terzo sulla formula chimica
che regola la corretta generazione della passata di pomodoro e per l'ultimo
terzo sull'elevazione alla terza della formula veneta della distillazione della
grappa.
Il procedimento è assolutamente semplice: una volta lanciato MdP presenta
una schermata con quattre aree:
- idea/tema: qui va inserita l'idea che sta alla base del post che si
vuol generare (ad esempio, se fosse ipoteticamente usata dal bimbo Jorma, "Nano
birichino"). Oh, se vi mancano idee non posso fare miracoli!
- stile: nella versione 1.0 sono a disposizione diversi stili quali ironico
(chiaro no?), commovente (è garantita la generazione di almeno
20 commenti delle anime più belle della blogsfera), sapientone
(se uno ci tiene a far finta di aver una signora cultura), tecnologico
(occhio che non funziona perfettamente su tutti i temi), intimistico
(crea post di vita vissuta da altri) per la versione light. Nella
versione pro sono disponibili anche gli stili gonico (lo
dice il nome, è correlato ad un algoritmo generato dalla versione on-line
dello Zingarelli fuso con il DNA di un neurone dell'illustre e una spruzzata
dei pezzi migliori di Maurizio Milani), gilghametico (18 dizionari delle
maggiori lingue morte e 25 dei più diffusi idiomi contemporanei miscelati
alla raccolta di tutti i cdrom di Panorama e dell'Espresso degli ultimi 10 anni),
confuso (con la possibilità di parodiare il cardinal Ruini e Marco
Giusti - altri più prestigiosi son occupati, come è noto - o impersonare
un Responsabile del Personale che scrive in Comic verde), wittico (elegantissimi
post, con tanto di link, che citano quotidiani e settimanali in linga inglese
o pezzi del Foglio). Sono in trattativa con EmmeBi per lo stile fegico
e con Marquant e Arancia per lo stile aldograssico che dovrebbero essere
inseriti nella versione 2.0
- lughezza: sono a disposizione 4 formati: il formato tao (frasi
argutissime e brevissime, con tanto di autore, a volte inventato), il formato
medium (il giusto per non annoiare), il formato prolix (sino a
60 righe). Nella versione pro è disponibile anche l'esclusivo formato
2palle che genera post oltre le 80 righe.
Se foste interessati inviare pure una mail di richiesta all'indirizzo che trovate qui da qualche parte: ricordo che la versione light è aggratis, free e GPL mentre la versione pro costa la miseria di 50 euro che saranno destinati ad una bouna causa. Son gradite anche offerte di collaborazione per il completamento della versione 2.0.
Impressioni d'autunno ad una blogfest
Milano in autunno è come Vicenza in autunno, grossomodo, solo più grande, con la metropolitana, i tram su rotaia che tendono a tirar sotto gli sprovveduti ed i locali "in" molto affollati e fumosi anche alle 20.30 di sera. Questo per l'ambient, per la festa gira la pagina.
Prima di tutto e sopra di tutto un grosso e sincero ringraziamento al mecenate Gialnluca Neri ed alla sua affascinante signora che hanno fatto sì di far trovare un abientino molto e molto vezzoso ai tanti blogger lì giunti, con una organizzazione elvetica. Poi un grande ringraziamento all'apprendista stregone che non mi ha semplicemente ospitato ma mi ha dato proprio le chiavi del suo appartamento e, per uno visto la prima volta, mi pare un significativo atto di generosità e fiducia.
Più che raccontare poi le numerose e molteplici conoscenze messe in atto nelle 7 intensissime ore (tra Mom e Foyer) di contatti mi piace l'idea di lasciar qui un bel pastone di impressioni alle quali, per quelle che erano là, ora si possono anche agganciare un faccione.
Tra le doti che più ho trovato irradiate annoto la sensibilità e l'acutezza. Si è ragionato più volte, saltando da gruppetto a gruppetto (uno l'ha definito "passaggio tra link umani") che il fatto di frequentarsi bloggisticamente con una certa cadenza mette in atto una "conoscenza" della personalità del blogger che si incontra poi di persona e, in qualche modo, semplifica quel contatto stesso che, con un perfetto sconociuto, in un'analoga circostanza avrebbe anche potuto non esserci ma che lì, belli col proprio cartellino appeso al collo (al cappuccio, alla manica, alla patta...), destava una cascata di "oh", "ma dai", "non ci posso credere", "ti credevo più grasso" e via a ciacolare. Che poi si appalesi il fatto che molte di queste persone siano anche davvero molto sensibili, vorrei dire imbarazzantemente sensibili ed altre acute, vorrei dire invidiosamente acute, alcune persino entrambe le cose, beh è una meraviglia. Per acutezza itendo anche cose tipo l'incontro di un lui ed una lei e, alla richiesta se si conoscessero già, lei risponde "Sì, da piccoli limonavamo nello stesso pagliaio", quando era palese la differenza di età di almeno 20 anni. Tra le cose bizzarre la signora della campagna antifumo con relativo blog in una serata nella quale i posacenere erano sempre zeppi o la ragazza che ha giocato, da sola e per ore, a Shangai su una delle postazioni a disposizione.
Ora alcune frasi, delle quali non cito gli autori un po' perché ho il dubbio se siano proprio di quelli, un po' perché erano conversazioni semi-private e magari non c'hanno il piacere.
- Il meme sta circolando, è bastato dare il nome ad una cosa che vien fatta.
- Bisognerebbe che ci si sforzasse di piegare i troppi punti esclamativi di questa nostra società in punti di domanda.
- Io penso troppo e a me il blog serve per fermarmi, per mettere giù delle cose e lasciarle lì.
- Io non sono nessuno. (l'ho sentito detto per almeno tre volte da gente che si presentava e non c'aveva un blog).
Il fatto è che, per uno come il sottoscritto, che vien da un paesino di campagna e fa una vita di campagna (con annessi e connessi), la possibilità di partecipare ad un evento del genere con una tale abbondanza, la percepivo nell'aria, di "straordinarietà" (rispetto all'ambiente, ai discorsi, al livello quotidiano abituale) è un privilegio. Ci tenevo a dirvelo: grazie a tutti voi.
Il complotto
Me ne stavo lì tranquillo che cercavo di hackerare un importante sito della sicurezza nazionale (donnevogliosecontettegrandi.com) quando all'improvviso il monitor s'annerisce e mi compare la scritta: "Spiritum, mi senti?". Tutto trafelato digito: "No, ti leggo". Impazzito il monitor scandisce: "Rispondi al telefono, coglione". Al primo squillo, stupito più che mai, sposto il ricevitore (era in prima base, chi era in prima base?) e rispondo: "Pronto, famiglia M.". "Mi scusi, cercavo Spiritum...", fa una voce maschia e secca. "Ah beh, sono io". "Son G.Neri, dobbiamo vederci, questa sera, al bar Sport vicino a casa tua. Tu vuoi sapere cos'è veramente la blogsfera, vero? Tra cinque minuti". "Si capisce, ostia. Metto su gli stivali e son lì".
Poco dopo son seduto ad un tavolino con G.Neri che mi guarda fisso negli occhi.
Lento, fumando una sigaretta, comincia a parlare. Un velo di tristezza e l'ottava
grappa gli annebbiano un filino gli occhi.
- G.Neri: Tutto quelli che hai visto sino ad ora E' FALSO! Nulla è
così come pare. La blogsfera è una specie di Matrix. Hai presente,
vero?
- Spiritum: Ci ho costruito un blog sopra, me lo chiedi anche? In che
senso "falso"?
- G.Neri: Splider, ad esempio: di persone vere, reali, come me e te,
ce ne saranno al massimo 20. Il resto è software, un micidiale programma
americano di intelligenza artificiale.
- Spiritum: Non ci posso credere. Ma Squonk, Effe, X§, Gonio e gli
altri? Quelli che abbiamo incontrato a settembre a Milàn?
- G.Neri: Quelli erano comparse, attori dilettanti: Squonk era interpretato
da un piazzista di enciclopedie (era in viaggio per far scorta quando si è
fermato a Vicenza da te in luglio) che alla sera recita con una compagnia amatoriale,
come X§ e Gonio e gli altri.
- Spiritum: Incredibile! Ma i post, i commenti, le mail: chi scrive tutta
quella roba?
- G.Neri: E' FuffaMaker, il software che ci sta dietro. Loro creano un
profilo, tipo quello di un tizio che lavora in un dato ufficio, con dati colleghi,
abita in un certo posto, ha certi hobby e la macchina comincia a creare ed intessere
le relazioni. Anche Shangri-La, Zu, quelli che son passati su Clarence, tutti
studiato a tavolino, per denre la cosa più credibile.
- Spiritum: Sono allibito. Tu come l'hai scoperto?
- G.Neri: Ho usato SnasaIP e ho capito che tutti gli IP erano mascheramenti
dello stesso unico IP dove gira il software.
- Spiritum: Sconcertante. Ma chi sono quelli veri, gli umani insomma?
- G.Neri: Alcuni in Splinder. Lasciano aperte alcune iscrizioni per testare
il software in relazione con gli umani. Altri son quelli che hanno il blogghetto
da qualche altra parte, come Hotel Messico, Arsenio ed Arkangel. Anche Granieri
è un'invenzione loro: avevano bisogno di testare forme di aggregazione
per veder sino a che punto poteva arrivare FuffaMaker. E poi i personaggi pubblici
che ci son cascati, come Sofri o la Selvaggia.
- Spiritum: Ma perché le dici a me 'ste cose?
- G.Neri: Perché ho paura, Spiritum, ho paura per domani sera
a Milano. Se scoprono che so, ed ora sai anche tu, mi fottono, e pure te! Volevo
non essere solo.
- Spiritum: Grazie della cortesia, eh. Col cazzo che vengo domani sera!
Il sentiero amletico
Per quanto concerne l'incontro del prossimo venerdì 21 in terra meneghina sono dibattutto tra una posizione snobbistico-sabaudo-lucidatoria, alla Effe per così dire, con la conseguenza di rimanermene in campagna a postare acidi commenti sulla bella gente che gozzoviglia o, flettendo i muscoli e stando nel vuoto, superare la pigrizia e comprare un biglietto per Milano. Ho una mezza opportunità per la notte ma la persona stessa che mi potrebbe ospitare dice di tenerla "come ultima possibilità" perciò abuso dello spazio concessomi per chiedere se qualcuno ha una soluzione che superi "sacco a pelo sul pavimento" (qualcosa del tipo "sacco a pelo su divano" sarebbe già grasso che cola) e se magari gli garba di mandarmi una mail. Tengo a precisare che il qui presente è personcina che non russa, dorme profondamente e si comporta da gentiluomo. Posso venire incontro con piccoli servizi (porta fuori l'immondizia o lavare i piatti). In alternativa valuto anche "ritorni in macchina fino a Vicenza".
Pochi, buoni ed uniti?
Non so se l'ho già detto ma mi sono accostato ai blog grazie ad un articolo di giugno del 2002 di Massimo Mantellini. Lo considero (anche se non ho mai avuto l'occasione di dirglielo) il mio padre bloggico e mi ritrovo spesso in quello che dice anche se, com'è naturale, non condivido alcune delle sue posizioni e delle sue idee. Nel suo recente POCHI E BUONI ci sono alcuni passi che sottoscrivo assolutamente e che mi hanno fatto venire in mente un'idea.
Mi piace quando Mantellini dice: Personalmente amo i blog per via dei 20 (o 30 o 100 o 500) lettori che ogni giorno fra loro si cercano in rete. Gente che si ascolta. Che legge pensieri ed indicazioni altrui. Che si passa titoli di libri o dischi. Che si ferma giusto il tempo di un saluto e poi scappa via. Questo modello, se esiste, e' scarsamente compatibile con i grandi numeri.
Mi
associo in pieno, un po' anche mi consola se devo guardare la discesa libera
degli accessi del qui presente, mi piace pensare che ci sia uno zoccolo duro di
affezionati passeggiatori di 'sta landa. L'idea che mi è venuta nasce
dall'osservazione di quanto successo in settimana (ho raccolto anche altre
riflessioni che ho messo qua dato che mi parevano troppo pese e moraliste),
legato soprattutto a GnuEconomy e ad una certa insofferenza che si legge in giro
verso di esso. Credo che gli enormi accessi di Gnu siano in parte dovuti
sicuramente a Neri e alla sua storia, alla contiguità con Clarence ma anche
(soprattutto?) al fatto che solo là si possono trovare certe
firme (Neri e Brontolo, ad esempio) e che solo là si trova
"un certo movimento". Mi chiedo quindi se potrebbe funzionare un blog collettivo alla Gnu dove il general manager fosse Effe di Herzog, con assidui postatori Squonk e Shangri-La, guest star il Confuso e con incursioni improvvise di Gonio. Io credo di sì, a patto che qualcuno fosse disposto a trascurare del tutto se non chiudere il proprio spazio e tutti comunque postassero con l'attuale frequenza. Forse ci sarebbe da aggiungere qualche rubrica fissa (tipo "la foto scema") e qualche apporto tecnologico (magari con la partecipazione di qualche dotto del settore, tipo Valdemarin) e magari coinvolgere in far partecipare in prima persona i lettori più affezionati (SiSi e Riccio su tutti, ma sarebbe bella anche una rubrica tipo "I racconti del Gatto e della Nonna"). Dato lo stile e la visione "simile" dei citati (moderazione, gentilezza, acume) penso che i troll potrebbero starsene anche alla larga e potrebbe diventare un punto di incontro e di proposta come è attualmente Gnu ma con un diverso tono.
Sbaglio?
Ode alla panciera
Mi fa tanta compagnia
Ogni volta che vado via
Mi protegge e mi sostiene
E la panza mi trattiene
La metto da mane a sera
Ah la panciera, ah la panciera
E' come 'na sorella vera
Ah la panciera, ah la panciera
Sarà forse a-sensuale
Ma è peggio stare male
Poi ti rudan le budelle
E rischi pure le soffielle
Ti amo, panciera
Le regole, qui
Mi accorgo solo ora che a questa stradina manca la segnaletica più importante:
il cartello de "le regole"! Pongo rimedio immediatamente (visti anche i tempi che corrono).
I° Assioma di
base: qui le regole le faccio io, e come le
faccio le disfo o le cambio, anche in corsa.
Le regole che poggiano (come una casa sulla sabbia?) su contanto
assioma:
| 1. | Il qui presente blog non è aggiornato con una frequenza riconducibile ad una formula matematica o ad una cadenza del tempo prestabilita. |
| 2. | Tutto il materiale qui presente, dalla grafica del template all'ultimo punto di scrittura, è a disposizione di tutti e di chiunque lo voglia usare. Se mi citate bene (e grazie, fa sempre piacere) altrimenti bene lo stesso. |
| 3. | Per quanto riguarda i commenti: è ammesso tutto eccetto il turpiloquio spinto, la bestemmia e l'offesa verso qualcuno: nel qual caso mi riservo di rasare via il commento senza dire nè bi nè ba. |
| 4. | In linea di massima non interagisco con i commenti perché mi suona male il farlo, spero che nessuno si offenda, ma li leggo tutti sempre, sappiatelo. |
| 5. | Da qualche parte c'è il mio indirizzo mail: usatelo quanto vi pare, la posta la leggo tutta ma il rispondere è un'altra faccenda, legata spesso al tempo. Non azzardatevi però a mandarmi spam o catene che vi brucio o vi metto alla berlina. Prima di pubblicare una cosa che mi arriva per mail chiedo sempre il permesso, 'chè sono educato. |
| 6. | Tutto quanto detto in questo blog è sostanzialmente poco serio, non pensate al qui presente tenutario come ad un blogger affidabile ed agite di conseguenza. |
Nota: il presente template (ispirato massicciamente al lavoro del grande 3G) si vede bene soprattutto con Mozilla e l'unico test che faccio è con e per tale browser. Magari un giorno provo a fare degli aggiustamenti per far sì che si veda ugualmente bene con Explorer. Se avete obiezioni mi appello da subito alla regola n. 5, se avete suggerimenti o soluzioni fatemele sapere che le accolgo ben volentieri.
Sono il miglior blogger dell'universo
![]() |
Sono stato eletto all'unanimità dalla commissione
che sovraintende al notissimo premio "Saturno Blog Awards 27.125"
(son messi per conto loro con gli anni, ma corrisponde al nostro 2003).
Ho vinto in tutte le categorie: miglior blog, miglior idea, miglior troll,
persino nella categoria "miglior fratello di sorella che la dà
via alla grande". Quindi, con pieno diritto, da ora in poi esporrò
il qui presente logo in bella mostra sul mio template. |
Prima di tutto chiarisco i miei rapporti con Gianluca Neri: l'ho
visto una sola volta a cena a Milano (al noto incontro) e l'impressione che
conservo è quella di un amabile conversatore, educato e colto. Per quanto
concerne i blog in generale ho solo da ringraziarlo dato che indirettamente
ospita il qui presente, mi ha inserito motu proprio nella BlogBar, ha accettato
subito e velocemente di partecipare all'intervista doppia, tiene la magnifica
rubrica "La foto scema". Poi, come tutto e tutti, se non mi va una
cosa passo oltre, magari lascio un commento, magari no. Poi chiarisco che non
sono in lizza per nessun premio, credo di non essere mai stato segnalato (ma
non so e non me ne importa un fico) nelle precedenti versioni del sistema e
perciò mi sento ancor più libero di esprimere alcune ideuzze.
Bon, detto questo l'attuale situazione del concorso: che pena terribile!
Mi sento proprio di dirlo: ma come è messa certa gente? Insomma,
al di là del fatto che è un giuoco, che ci son stati dei problemi
e degli abusi, annessi e conessi, ma certe posizioni sono ridicole, esagerate,
incomprensbili. E quello che parla delle regole, quello che è stato tagliato
fuori m aveva miliardi di voti, datemi i link che erano belli, badabìn
e badabàn: fate come volete ma mi viene solo da ricordarvi delle cosette
(ricordate: un click e si viaggia via).
- Eccetto per i troll (che si son scelti comunque da soli il mestiere[diverso
era per la povera SiSi che si era trovata dentro, senza ragione, nella categoria]
con le controindicazioni allegate) ognuno dei lettori di Gnu che c'ha un blog
(che son poi questi che si lamentano) dovrebbe ricordare appunto "che
c'ha un blog". Se qualcosa non gli va, invece di sbraitare tanto
su GnuEconomy faccia un suo bel pezzo sul suo blog, lanci un'iniziativa,
una grandiosa campagna, un controconcorsone dal suo blog. Mi sembra palese
che, se fa tante storie per una certa notorietà, dovrebbe avere chiara
la forza del suo blog e quindi di conseguenza.
- Può o non può ognuno far come gli pare a casa propria?
E' un servizio pubblico "GnuEconomy"? Ha avuto le sue ragioni e i
suoi problemi, li ha pure detti (poteva non farlo) ha voluto lo stesso portare
avanti la cosa (poteva mandare tutto a puttane e buonanotte): cosa volete ancora?
Vi ci hanno costretti a partecipare, a cliccare, a votare?
- La leggerezza: mai come in questi casi mi vien da lodarla! Vale la
pena di sputtanarsi (francamente a leggere certi commenti mi si è di
molto incrinata la stima che avevo di certuni) per mettere un bannerino sul
proprio blog? Sempre di più penso che sia la fiducia che si ha
di un blogger (oltre ai contenuti e alla forma con cui li espone o alla bellezza
del template) che porta ad affezionarsi o meno ad un blog, per lo meno per me
è così, e son proprio contento che nessuno di quelli che seguo
e stimo di più sia dentro alla lotta nel fango.
Votare tutti, votare di più
Ho il terrore di andare su GnuEconomy: non me la sento di rischiare di trovare un'altra volta in giro il nano che piange su e di se stesso (poteva farsi chiamare Frignolo che c'avrebbe preso di più). Allora il voto dell'anno me lo faccio da me, pure doppio (ed anche più).
Miglior blog emergente: Hotel Messico, Arsenio
Miglior attore/attrice non protagonista: Signorina Silvani e Riccio Nascosto
Miglior blog-famiglia: Herzog - Personalità Confusa
Miglior blog dal racconto incomprensibile: Squonk e basta (ma direi che è meglio così)
Miglior donna blogger: Shangri-La, Proserpina, Arkangel, Mafe, Auro e TOM tutti
Miglior bimbo-blogger: Jorma e Supergiovane
Unico blog geniale riconosciuto: Gonio
Miglior blogger guru: 3G, B.Georg, Valdemarin, 4Banalitaten
Miglior blog letterario: ma vi pare che lo decreto io?
Fate come me, votate anche voi a casa vostra e votate quanti e quanto vi pare: se Gianluca vuole i voti che se li venga a prendere!
Questione di crisi, solo di crisi
Ad un anno dall'inizio di questa affascinante avventura (e con questo mi autoattribuisco il premio come incipit più banale dell'anno) sto quasi uscendo dalla seconda crisi bloggica. La prima è stata più superficiale e distruttiva (template azzerato e via tutto, causata da banali giramenti di coglioni e mezze scommesse), la seconda più interiore. Provo a metter giù una traccia, più che altro per mia futura memoria.
Prima di tutto ho individuato tre fattori scatenanti:
- una crisi da community
- una crisi d'identità
- una crisi di contenuti.
La crisi da community
Per cause che non riesco a focalizzare del tutto mi son trovato catapultato
in una community. Non ben definita nè strutturata o codificata, un gruppo
"di fatto", per così dire. La cosa da subito mi ha entusiasmato
poi, col passare del tempo e con l'aumentare dei contatti e delle iniziative
mi è diventata un peso. Chiarisco subito che non è assolutamente
dovuto ai partecipanti del gruppo anzi, tutta gente speciale, ottima e straordinaria:
so perfettamente che è stato il mio opprimente senso del dovere (per
le volte che mi son preso un impegno) e il contrasto con una congenita tendenza
all'isolamento. Ecco alcune conseguenze: via i link dal template (sono su una
paginetta a parte, che mi serve sempre il poterli avere sottomano) e seguire
i blog attraverso gli RSS e l'XML (quindi con praticamente quasi nessuna presenza
in commenti da altre parti). Di fatto è da un po' che avevo iniziato
(ringrazio tutti coloro che mi hanno aiutato con i loro consigli) e penso sia
un modo straordinariamente efficiente ed efficace di seguire tutto l'ambaradan.
Quelli che non hanno i feed o non funzionano? Passo dove vale la pena, altrimenti... Soprattutto e innanzitutto presenza in giro col contagocce.
La crisi d'identità
Un po' per la mania del confronto un po' no ma mi son sentito rimbombare nel
cranio la domanda: "Chi cazzo è Spiritum? Chi si crede di essere?".
La risposta che mi son dato l'ho costruita andando per esclusione: non
sono uno che sa fare le citazioni in lingue straniere, non sono
uno che si ricorda tutte le cose dei libri letti (pochi purtroppo),
non sono uno che ha guardato tutte le puntate di tutti gli ultimi
telefilm, non sono uno che c'ha una forte e precisa opinione su
tutto o su buona parte di esso (anzi, ho opinioni certe sempre su meno
cose), non sono uno che sa scrivere in buon italiano e senza errori.
Chissà perché ma le precedenti caratteristiche viste e lette su
altri blog in molti casi mi suscitavano ammirazione, in altri quasi invidia,
comunque sempre non mi lasciavano tranquillo. Allora ho capito: sono uno
che si fa un sacco di problemi.
In un primo momento ho pensato di andarme del tutto dal qui presente circo,
poi di ricominciare in periferia (l'ho anche fatto, per un paio di giorni) alla
fine mi son detto: e perché mai? Questo è il mio sentiero,
il mio nick, il mio terreno. Continuo a scrivere, magari con un
occhio in meno ai commenti (se e quando mi garberà di attivarli), certamente
con un grande occhio in meno agli accessi, indubbiamente con un occhio ancor
più grande in meno ad ogni altra forma di coinvolgimento esterno (polemiche,
dispute, battaglie, iniziative, di tutto un po').
La crisi di contenuti
Non avendo avuto mai una linea editoriale era difficile pensare di cambiarla
ma ancor più difficile pensare di inaugurarla, in ogni caso è
entrata anch'essa in crisi. Dati i motivi del punto sopra (mi sembra logico
che uno in crisi di identità sia anche in crisi di contenuti ma posso
sbagliarmi) e messo tutto insieme (compreso alcune vicende personali di un certo
rilievo) mi si è affievolita la voglia di ridere e scherzare. Sì
perché ho sempre voluto/pensato/creduto che uno che seguiva il
sentiero lo faceva perché sperava di venir qui e trovare qualcosa
non dico proprio di divertente ma almeno una certa visione divertita delle cose
o lo sforzo di trovare nelle cose una lato divertente o come la vogliate metter
giù voi (ma anche qui è alta la possibilità di sbagliare).
Ecco volevo solo dire che non c'ho più tanta voglia di ridere e, di
conseguenza, non c'ho nemmeno più tanto da scrivere. So che il tempo
farà, come sempre, il suo sporco lavoro.






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