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    Pausa

    di spiritum (27/10/2003 - 20:50)

    Forse definitiva, sicuramente lunga.


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    Tu voffà il Gonio

    di spiritum (19/10/2003 - 19:14)

    E' assai probabile che il Gonio, come l'abbiamo conosciuto in questi mesi, sia scomparso. Mi son detto: perché, con un colpo di mano, non prendo il suo posto? In fondo, ho continuato a dirmi, la poetica goniense è facile:
    1. si sceglie un tema, possibilmente di attualità (meglio se di attualità bloggica);
    2. si prende a spunto una qualsiasi cosa già scritta o successa: dalla scuola ateniese ai programmi dell'accesso sino all'antologia di Spoon River bisogna prendere un pezzo, un fatto, un poema, insomma un coso che sia noto e macchinarci sopra, come fosse un canovaccio;
    3. si infarcisce la cosa di teorie dottissime, acutamente dibattute, tempestate di termini precisi ma difficili, in special modo quelli che, accanto alla definizione, nel vocabolario portano la dizione "arc." e si scamuffano termini, nomi, verbi facendoli accoppiare (copulare?) con la parola "blog";
    4. la si piazza in bella mostra accanto ad un'immagine che sia attinente (meglio se ridondante).


    Tutto qua? ho continuato a chiedermi. Sì, tutto qua! mi son risposto. Via! Ecco come il sentiero giusto diventa NeoGonio.
    1. Tema: ha senso parlare di blog semantico? Noooo, bello ma non ci capisco una fava. Feed e news reader: il futuro dei blog. Bello, ma son ancora troppo fresco del settore e poi è estremamente tecnico. Trovato: la Soncini e i blogger segaioli (quando butti dentro giornalismo e sesso non sbagli mai).
    2. Spunto-canovaccio: Il Decamerone trasmormato in Decablogmerolone. No, non può funzionare, non l'ho mai letto, ho solo un pallido ricordo della versione illustrata e del remake cinematografico con Rocco Siffredi. Allora: "Tutti pazzi per Guia". Ecco già meglio, però col cinema son debole, mi ricordo solo la cosa del 'gel' nei capelli (che calza a pennello col tema, ma mi pare povero come spunto in sè). Ecco: Pinocchio. Il suo: c'è tutto, il papà Geppetto (lo faccio imterpretare da Sofri), la sega, la fata, Mangiafuoco, gli asini, la balena.
    3. La teoria: la Soncini è la fata di Pinocchio (il blogger generico, generalista, antonomasico [sto facendo anche esercizio con i paroloni], ognuno e nessuno di noi) che vuol condurre il suo figlioccio alla retta via dello scrivere impegnato e di valore, di senso, significante e significato, e lo fa bacchettandolo sulle mani (qua ci vado a nozze con doppi sensi e roba grassa). Le parole da far copulare con blog? Allora: il burattino diventa blogattino, ad esempio, poi potrei giocare con la città dei Blogotti. Ci stare stanno bene anche paroloni come ononismo, autarchia, egotismo, perifrastica, demotismo, liaison, leviatano, scarificazione, tabuto e tumescenza. Anche un paio di citazioni latine farebbero la loro porca figura, cose del tipo: genus irritabile vatum (Orazio, mica cazzi, e così mi paro il culo, anche), frangar non flectar (un po' come dire "Soncini non avrai il mio scalpo" ma in maniera più dotta), in articulo mortis (due piccioni con una fava) e concluderei con un "Non praevalebunt".
    4. Foto: bisogna prendere la cosa con le pinze: intanto evitare di essere volgari e grossolani, niente foto di sesso esplicito (i miei 600 MB sono assolutamente inutili, quindi). Il problema è cercare qualcosa di attinente, meglio se un tantino ridondante. Bennato lo scarto in partenza, anche immagini dal film dei Paolini, troppo appiccicose, troppo leccate. Vabbe', ci penso alla fine.
    Svolgimento.

    ...

    Gonio torna, ti prego, o dimmi dove sei ora che ti vengo a trovare.

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    La letteratura non è il mio forte

    di spiritum (19/10/2003 - 18:10)

    Potrebbe aver detto anche "Non mi intendo di letturatura", Luca Sofri questa mattina alla radio, con Emmebi (non ricordo esattamente come ha detto, ma una delle due). Fatto sta che almeno così tutta la schiera di coloro che non sono mai stati citati sul blog più prestigioso d'Italia (ma c'avrebbero una gran voglia che accadesse) c'hanno una buona scusa: loro fanno letteratura, lui non li capisce. Ci si potrebbe fare anche un bel bannerino "Witt non mi cita xché io fo letteratura, mica pizza e fichi". E i pochi italiani che son stati citati (almeno nell'ultimo anno)? ...

    Devo pensare a tutto io?


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    Vale per tutti?

    di spiritum (17/10/2003 - 21:47)

    Il Viaggiatore dell'infinito, il Milanese Errante, il Camelliere del Cogito torna e ci regale una perla di rara bellezza.

    A farla breve, la questione è molto semplice: il blog(ger), in sè, è un (potenziale, talvolta reale) facitore di opinione. Ha gente che lo legge, che prende sul serio le sue posizioni, che si sente incuriosita e spinta ad un'azione dai suoi post e dalle sue segnalazione. Non ditemi che non vi è mai capitato: di sicuro avete comprato un disco, od un libro, o siete andati a vedere un film perchè ne avete letto su uno dei vostri blog preferiti.
    Ecco, questo significa avere potere sul mercato. E' il potere più grande, quello che i marketers temono, e quello al quale ambiscono: il potere del passaparola, il viral marketing. E sei hai potere, puoi aver valore. Semplice. E se hai valore, puoi anche farlo per soldi: non necessariamente, ma è possibile.

    Immagino che non valga proprio per tutti, vero? In caso contrario mi sa che resterò a lungo potenziale, caro Squonkino, comunque grazie di avermi dato una speranza di senso.


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    Porgi l'altra mano

    di spiritum (17/10/2003 - 21:17)

    G. S. (non mettete il nome che magari cerca con google e si pavoneggia di quante volte vien citata) ha trovato un bel tema, che le fa sbarcare comodamente il lunario a spese nostre. Per quel che mi riguarda basta dagli corda: non è saggio dare troppa corda ad una sconociuta. Ora, imho, più le si dà spunti più le si facilita la scrittura del prossimo pezzo, magari addirittura creano una rubrica ad hoc sul ciclostilato suo (che so, tipo "Prendi per il culo chi non può risponderti" o case del genere).

    Delle cose che ho letto in giro del primo pezzo (il secondo è una tal noia di attacchi personali piuttosto sboccati che, va là, lascia stare) mi son piaciute particolarmente due che mi va di evidenziare (tipo come se avessi un blog e lo usassi come tale). Il primo è il sempre grande Leo:
    La realtà è molto più banale: padroni non ne abbiamo, e i nostri cognomi non hanno nulla d’interessante. Non potete farci un dossier sopra, e vi rode. Siamo sfigati qualunque, siamo fuori dal tuo giro, siamo sporchi, portiamo le malattie. Stanne fuori, G.).
    Mi ci ritrovo dentro fino al collo.
    L'altra è un commento del fu Gonio (pare proprio che abbia chiuso: già mi manca) al già citato pezzo di 3G.:
    [distinguiamo il granchio dal foglio] peggio del qualunquismo e della superficialità sui blog (à la diStefano, per dirne una), c'è solo ormai questo stantio corporativismo che ci porta a difendere la coorte scalcagnata di bloggers, portatori di pensieri dismogenei e di eterogenee ambizioni. Difendere il blogger tout court perchè tenutario di un blog nuova frontiera espressiva ci riconduce al delirio quintostatino primigenio. E poichè io non ho capito chi colpisse e chi biasimasse, non riconoscendomi (ma apprezzando alcune sapide verità sull'autismo di certa blogsfera), autoreferenzialmente me ne fotto. Ma non mi indigno. [variazione su Shangri-La: acrimonade]
    A me fa un po' di tenerezza 'sta donna, però. Non potremmo lanciare una campagna per dare un qualche sostegno, un poco di affetto? Potrebbe essere qualcosa tipo "Porgi l'altra mano (che una è occupata come sai): manda un sorriso ed un bacio ad una donna triste".


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    Ho fatto un sogno all'incontrario (ma balengo)

    di spiritum (14/10/2003 - 22:07)

    Ho fatto uno strano sogno, un sogno all'incontrario. Era più o meno ottobre del 2003. Ho sognato che avevo un blog famosissimo, linkato da tutti, che faceva otto-nove mila accessi al giorno. Si chiamava Liechtenstein, in onore di un famoso filosofo banchiere che aveva litigato con Popper, tutto fatto a mano con un software bulgaro che girava su Linux. C'aveva un mirror su tette&culi.it ma non ricordo bene il perché.


    Era un bel periodo per i blog: non passava giorno che i più grandi e famosi giornalisti non ne parlassero bene, anzi ne erano entusiasti. Insomma, dopo l'ennesimo editoriale di Galli Della Loggia sull'Unità mi chiama il direttore di Repubblica, il magrissimo Giuliano Ferrara e mi fa: "Senti Spiritum, visto che sei così celebre t'offriamo il posto di editorialista qui da noi". "Guarda Giuliano, volentieri ma non sono giornalista, so mica se posso scrivere là senza titoli e poi..." gli faccio al telefono. "Non ti preoccupare, ti sto preparando io personalmente la tessera di giornalista, vergata a mano e con tanto di timbro dell'ordine: mandaci i tuoi pezzi e partiamo. C'è bisogno di uno come te che scrive..." "... cazzate - gli faccio io - fondamentalmente cazzate, Giuliano. Non so, non credo di essere giusto per il posto, e poi...". Lui abbassa la voce e mi fa: "Guarda che se è un fatto di soldi ti diamo quello che vuoi, spara tu la cifra. La blogsfera è un fiume in piena: non si parla d'altro in giro e noi dobbiamo avere il miglire. Non vuoi fare l'editorialista? Cura le pagine di politica, la cronaca, anche quella nera, lo sport: quello che vuoi, basta che sei dei nostri". Cerco di dirgli: "Non me ne intendo di quelle cose lì, Giuliano. I giornali non li leggo mai, c'hanno poche figure. Non è nemmeno una questione di soldi, son contento con quello che ho, e poi...". Allora Giulianino m'interrompe di nuovo e sbotta: "Cazzo no, Spiritum, non dirmi così. T'ha fatto un'offerta qualcun altro? Quei fottuti rossi del Secolo XIX vero? Ti troviamo casa qui a Milano - che vai anche meglio per i ritrovi tra blogger - e ti diamo una bella scrivania in formica tutta per te: forza, dai, non farti pregare". Allora mi altero anch'io: "Ostia Giuliano ma mi fai parlare? Quello che sto cercando di dirti è che a me piace fare quello che sto facendo così come lo sto facendo. Punto e basta. Adesso ho sonno. Se hai voglia di parlare con qualcuno chiama il 187. Ciao" e ho messo giù.

    Cielo com'era meravigliosa la blogsfera: tutta un fiorire di iniziative, tutta una serie di catene di post e contro post di filosofia, di semantica, di diritto di voto, di ogni ben di Dio, tutta piena di giornalisti famosissimi. Anzi, non proprio tutta, c'era un cazzo di blog, laggiù in periferia, tenuto da uno bislacco, un certo HotelMessico (ma potrebbe essere qualunque altro dei tanti lì a fianco). Era tenuto da uno che si chiamava Soncelli o Soncini, mi pare. No, guardo meglio: si chiama "il Direttore" (o Squonk, o Effe, o Gonio, o X§, o Auro, o Shangri-La, o Carlo, o...), per fortuna. E lo fa aggratis, il blogghetto.

    Perché nei sogni all'incontrario può succedere di tutto, ma non l'impossibile, per fortuna.

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    Permettersi il dubbio

    di spiritum (14/10/2003 - 19:47)

    E se avesse ragione lei? Cambierebbe qualcosa?

    Update: io sto con 3G.


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    Dite qualcosa di sconveniente

    di spiritum (14/10/2003 - 01:12)

    Subito non capivo. Era come un tarlo lontano, non chiaro ma potente, che rombava nei circuiti, dentro in fondo. Tutto è partito tra venerdì e domenica quando, per quattro volte, m'è venuto all'orecchio il seguente tema: i blog italiani, in generale, son troppo "politicaly correct" (all'inizio la mettevo giù così, la cosa)? Dato che una volta è un caso, due sono una coincidenza, tre un'opinione e quattro una certezza, mi pregio di sottoporre all'attenzione dei passanti il sunto.


    1. Prima volta: il caso
    Si parla amichevolmente con un collega bivalente (di lavoro e di blog) e costui mi fa: "Sai cos'è? Mi apre che certuni, famosetti assasi, sian un tantino troppo leccati: mai un vero attacco ad altri, mai qualcosa di forte, sempre post 'belli ma possibili'. Prendi ******: sì, post carini ma niente di speciale, eppure... Non capisco il perché del loro successo. Cosa ne dici, come lo spieghi?".
    Spiritum: "Non lo spiego, accolgo la tua constatazione. Per quel che riguarda ****** mi pare che sì, effettivamente, non siano strabilianti ma son sempre di qualità medio-alta e non è facile mantenere un lviello così. Per il resto non c'ho un'opinione al proposito".
    2. Seconda volta: la coincidenza
    In una pausa cicca con un ex-blogger (per ora, dice) mi fa: "Ti dirò: ho smesso quando avevo quasi 100 accessi al giorno, 20-30 commenti a post, gente che mi scriveva ogni giorno... Mi son sentito schiacciato dalla cosa, come un'intrusione eccessiva nella mia vita. Però il panorama del giro grosso, dove ci sei anche te, mi pare un pochettino piatto, senza scatti, scontatello. C'è poca pancia, poca forza, non so se mi spiego...".
    Spiritum: "Intanto tu facevi molti più accessi di me, per non parlare dei commenti. Poi 'il giro grosso' è una tua idea, lascia perdere. Per il resto non ti saprei dire, ci penso".
    3. Terza volta: l'opinione
    In un giro di mail con un collega del mondoblog, per cose 'tecnico-softwaristiche', ci si scambia anche alcuni commenti dove il tema principale è 'quanto sono interessanti i blog?'. Anche qui, oltre ad un mio accenno al fatto che la cosa l'avevo in mente (dovuto a quanto sopra) continua la formichina a correre nei cunicoli cerebrali.
    4. Quarta volta: la certezza
    Domenica giro in giro e trovo un pezzo meraviglioso della Pizia. E' un post forte, alto, mi tocca la pancia e più dentro ancora. Il tarlo lavora a mille, non so bene ancora a cosa ma lavora.
    Comincia a farsi più chiara la cosa: non è tanto un certo perbenismo o certi toni, a volte, saccenti o sostenuti, è una sensazione diversa, un misto tra la noia e qualcos'altro. Continua a girarmi per la testa l'idea "dite qualcosa di sconveniente".
    Questa notte, finchè il tarlo lavora, la via. Mi affaccio alla finestra della mia animella e comincio a gridare: "In giro ci sono un sacco di post morti". "In giro ci sono un sacco di post MORTI". "IN GIRO CI SONO UN SACCO DI POST MORTI!".
    Magari scritti bene, magari forbitissimi, magari anche dottissimi: ma senza anima. Nemmeno esercizi di stile, no, sono morti. Sono un ammasso di parole messe bene una vicina all'altra, ma morte, senza niente dietro: lo sento! E mi fanno orrore.
    E' una questione di sensazioni: io la sento così.

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    La regola aurea

    di spiritum (09/10/2003 - 21:02)

    Meditazione.
    Se non hai niente da dire ma vuoi postare lo stesso (e la cosa non ti si configura nella mente come una suprema cazzata) allora cita.
    Se non niente da dire nè da citare allora segnala.
    Se non hai niente da dire nè da citare nè da segnalare allora trasforma qualcosa che già c'è.
    Se non hai niente da dire nè da citare nè da segnalare nè riesci a trasformare allora leggi (e visto come sei messo male non ti fa di sicuro).
    Se non hai niente da dire nè da citare nè da segnalare e non riesci nè a trasformare nè a leggere allora medita.
    E il cerchio si chiude.


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    I salvatori dell'umanità

    di spiritum (09/10/2003 - 21:00)

    Spesso i commenti in molti blog sono uno splendido florilegio di off topic. Imho non è nè un bene nè un male, anzi è pure divertente. L'OT che però assolutamente non reggo è quello dei salvatori dell'umanità. Sia che si parli del nulla spinto o che si disquisisca sul tema più greve spuntano là col loro "... perché invece non vi dedicate / parlate / seguite..." e ti propinano il link alla più insulsa delle campagne, alla più trita delle trite iniziative a favore del massimo dell'irrilevante (a volte anche a qualcosa di peso, ma è rarissimo). E la cosa che mi fa innescare un'interiore fila di porchi (per dirla alla Zu) è il volerci piantar giù i due carichi "serio" e "importante". Sono loro: i forzati della redenzione cosmica, i mission impossible dell'assolutamente "di valore". Ma andate a cagare, va.


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    Battaglia persa

    di spiritum (08/10/2003 - 19:14)

    Ecco:
    - A. facciamo finta che si parli della cosa più seria della terra (o della più leggera a seconda dei gusti) ma la di cui discussione è di un'urgenza inopinabile, così nessuno se ne ha a male.
    - B. Chiamiamola "ascledontamento" così nessuno può dire da subito "a me blog*** e V** e blogs**** non piace, mi sembran nomi che fanno schifo" (anche se qualcuno, tanto tempo fa, aveva da ridire pure sul fatto che si usasse il termine "blog") che è una rimostranza legittimissima ma urge procedere con la discussione.
    - C. Il metodo dell'elaborare segua il Principio Mantelliniano dello sminuzzamento.
    - D. Ora, al grido di "Datemi una battaglia persa che la voglio combattare", si inizia il questionare.


    Si parta dal primo postulato del celebre dottor FreeThink nel trattato in calce a "La spiega":
    Emettere suoni (o scrivere parole) è essenzialmente un atto di richiamo dell’attenzione verso di sé. Il linguaggio tende quasi sempre a modificare questa funzione primitiva, mascherandola nell’illusione di voler portare sé verso altro o altri. Quest’equivoco ha un’origine precisa: chi parla (o scrive) è il primo ascoltatore di se stesso.
    Assodato il fatto che il qui presente è quindi il primo ascolatatore di se stesso se state leggendo 'ste cose automagicamente voi diventate secondi ascoltatori di me stesso. La cosa, nell'insieme, è di una irrelevanza rara ma si era preannunciato che si trattava di una battaglia persa (C.) e che urgeva il disquisire (A.)
    Si passi ora al secondo postulato (sempre dello stesso e sempre là):
    Da qui l’istintiva ed errata sensazione che il movimento naturale sia quello di chi parla verso chi ascolta, in un processo più o meno complesso di identificazione di noi stessi nell’altro. Ma il vero e unico movimento è quello di noi verso noi stessi, dell’io verso l’io e l’altro diventa semplicemente la strumentale identificazione di noi stessi fuori dal nostro corpo, l’elaborazione tridimensionale dell’immagine dell’io che siamo incapaci di vedere. Non interessa portare noi verso gli altri, ma gli altri verso di noi. L’altro è precisamente solo uno dei mezzi utilizzabili allo scopo della insopprimibile comunicazione “inter-personale”. Non ci importa ascoltare gli altri, ma usare gli altri per ascoltare meglio noi stessi.
    Di primo acchito sembrerebbe che tutto l'ambaradàn non sia che tutto un'autopippona interiore che serve per capire meglio quanto ci si autopipponi ed è una lettura comune ma errata perché, se si legge con attenzione l'assioma base dell'illuminato ed illuminante Cavaliere della Serietà si capisce chiaramente e si dovrà, buonapacemente, accettare che:
    Mettendola giù piatta: scrivo per me stesso, perchè è una cosa che amo fare da quando avevo sei anni, ma lo faccio nella piena consapevolezza che qualcuno mi leggerà. E allora, penso a quello che scrivo. Mi sento responsabile delle cose che scrivo, come mi sento responsabile delle cose che dico, anche davanti alla macchinetta del caffè. Responsabile prima di tutto nei confronti di me stesso (e qui si ritorna all'amore ed alla passione di cui sopra, ed in fondo anche alla dignità personale), e responsabile nei confronti di chi legge; non penso che ciò che scrivo sia destinato a cambiare il mondo, e nemmeno a cambiare il punto di vista di chi legge. Ma è una questione di onestà intellettuale.
    Sintesi. Concludendo (e di conseguenza perdendo ineluttabilmente la battaglia) si potrà con tranquillità affermare che "L'ascledontamento è quell'insieme di autopipponi che ognuno scrive, con più o meno senso di responsabilità, per sè e per coloro che li leggono".

    Disclaimer 1: per evitare querele e/o fraintendimenti dichiaro che il qui presente altro non è deve essere considerato "il solito cazzeggio di un ciancianiente" e che stimo tutti coloro che ho citato.
    Disclaimer 2: mi rendo perfettamente conto che il qui presente aumenta di un bel niente la discussione in atto ma dato che alla sintesi emersa sostanzialmente ci credo non vedo perché no.

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    Stelle dalle stalle

    di spiritum (08/10/2003 - 19:07)

    Il simpatico Profeta ha aperto un servizio che effettivamente mancava: l'oroscopo dei blogger. Ha avuto anche l'insana idea di contattare il tenutario della presente stalla (ciò va detto esclusivamente in riferimento alle origini del qui presente e non è minimamente riferito alle straordinarie personcine che mi onorano della loro visita, poi anche per dare un senso al titolo, per una volta) e gli ha, temporanemanete, affidato la redazione del segno noto come "Capricorno". La prestitidigitazione dello scempio che trovate è ottenuta col metodo di Bergonzoni. Qui ringrazio Profeta, mi fregio dell'onore di comparire tra gli autori (tutta bella gente) e vi segnalo Oroscopost.

    oroscopo.jpg

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    VIB, feed, aggregator ma soprattutto ombelico

    di spiritum (06/10/2003 - 22:43)

    Passo da 3G e leggo una bella cosa sui feed e Splinder e mi incuriosisco. Comincio a macchinare di Google e blog che sanno (per fortuna in giro non mancano) e mi metto a provare 'sti strumenti indiavolati. Il buon Mozillone quando provo a infiocchettarlo con NewsMonster subito non ne vuol sapere e tira di quelle pappine da paura, poi sviene. Lo accarezzo e alla fine si decide, va. Comincio a caricare blog come se piovesse ma arrivo proprio da 3G e - meraviglia delle meraviglie - scopro che lui i feed non li ha. "Ma come?", "ma perché?" e un po' "ma che cazzo?" e picchio giù una mail affannosa. Il buon Giuseppe risponde e ci scambiamo pareri e commenti. Passando dal Brodone trovo pure un nuovo bel tool che funzia che è una meraviglia e, sopresa su sorpresa (gli ignorantoni come me son sorpresi quando trovano cose che magari per altri son ovvie) 'sto coso mi fidda, tra gli altri, tutto Falso Idillio e pure X§ (Effe no, non so perché). In pochi minuti la grande parte dei link qui di fianco diventano un bel listone-pastone che però mi permette di vedere subito aggiornamenti e, volendo, pure il blog in finestra annessa. Bello dico, son diventato un uomo migliore, grazie 3G e grazie anche agli altri.


    Poi comincio a leggere e trovo che gente "particolare" spara botte a destra e a manca proprio contro personcine così. Eh non è bello, no no. Pure un post lanciato sull'aggregator! Dai, su, almeno un po' di stile: quando si vuol pigliare a pesci in faccia uno almeno non si usi la canna di costui per pescarli! E l'altro, che offende e sputa insulsaggini? E' chiaro, ognuno la pensa come crede, a me piace pensarla così e mi comporto di conseguenza. Sarei tentato anche di dirla come Carlo, ammesso che si riferisse alla cosa (ma va bene lo stesso come idea) però ogni tanto, una bottina, mi va di darla: e cambiare aria, bambini, non vi pare una buona idea?

    Forse una chiave di lettura della vicenda è insita nella frase di Georg (il rosso è mio):

    Quindi il punto non è la fama e i meccanismi di "assimilazione al centro", anzi uno sguardo analitico rivela che ogni centro è periferia di un altro centro, e anche chi raccolga un consenso maggiore di altri lo fa in realtà in maniera assai relativa (e tale relativo maggior consenso è dovuto a una molteplicità di fattori, non ultimo il valore intrinseco). Questi relativi "addensamenti di attenzione" (le infinite micro-comunità di blog e lettori affini che si frequentano) sono poi di per sé già connessi in modi sotterranei e molteplici, attraverso i link e le citazioni, che fanno circolare le informazioni anche lontanissimo dal punto di partenza.

    Qua in giro mi pare che a molti manchi la capacità di sguardo e dell'analitico manco a parlarne! Mi piace, e mi ritrovo sempre più nella logica del:

    Ciò che conta è entrare in un circuito di relazioni, far parte di un tessuto più o meno fitto, e ciò non ha quasi nulla a che fare con una supposta "visibilità" che deriva dall'esposizione del proprio nome nei luoghi che contano, ma ha molto ha che fare con la propria attitudine collaborativa, con la capacità di fare tessuto.

    Certo, se si continua a guardare sempre e solo il proprio ombelico...

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    Signorina Silvani e Riccio Nascosto

    di spiritum (02/10/2003 - 21:10)

    Probabilmente è la più "virtuale-virtuale" delle interviste doppie ma l'idea di affiancare due tra i personaggi più presenti ed attivi in una buona fetta della blogsfera mi affascinava da tempo. Grazie all'aiuto del buon Squonk (son sue molte delle domande, quelle più intelligenti per capirsi) ecco il risultato: a voi la Signorina Silvani e Riccio Nascosto. A loro due va tutta la mia gratitudine per essersi prestate gentilmente al gioco e, soprattutto e prima di tutto, per la loro deliziosa ed irrinunciabile presenza tra i post di questo sempre più scalcinato viottolo.


    1. Perché NON hai mai aperto un blog?
    L'ho scritto pure, da qualche parte… di motivi ne ho dati ben 10, ma se dovessi fare un riassunto, è stato per avere un pensiero in meno, e sentirmi libera di scrivere o NON scrivere sui blog altrui. Qualcuno afferma che avrei una quota in una comproprietà; io preferisco dire che un caro amico mi ha dato le chiavi di casa sua. E' comunque una bella responsabilità, non credi?
    Aprire un blog io? (lieve rossore, flap flap di ciglioni) Ossantocièlo, no! Non ne avrei il tempo, l'ufficio di Herr Herzog e la sede di Forza Idillio succhiano ogni mio secondo, lo sapete...E poi, scherzi a parte, conoscendomi, diventerebbe per me "un lavoro". Invece per me i blog devono essere solo rilassante divertimento...
    2. Allora, mettiamo in chiaro le cose. La redazione è convinta che tu sia una donna. Allo scopo di evitare spiacevoli equivoci, e consentirci di fare i marpioni, ce lo puoi confermare? Hai prove da portare in favore della tua affermazione?
    Confermo, ma non accendo. Preferisco la penombra. Le prove? Stanno sotto i miei aculei; se siete disposti a rischiare…
    Prove tangibili? Ma se in tanti mesi nessuno ha mai dubitato del mio sesso! (picchietta imbarazzata e pure un filino seccata un tacchetto rosso sul pavimento...)
    3. Tanto per scoprire ancor più le carte: cosa ne pensate della blogsfera in rosa?
    Penso che non amo le etichette, e che per me è indifferente se dietro lo schermo c'è un uomo o una donna; ciò che dovrebbe emergere sono le parole, che hanno lo stesso genere, chiunque le scriva. Malgrado ciò, tendo a condividere la definizione di Shangri-la ("un po' Venere, un po' Minerva") anche se spererei, come Arkangel, che i "minerva" servano ad incendiare gli Harmony. Insomma, largo ad unghie ed aculei. Anelo vedere quando ai blogger sarà chiesto che ne pensano della blogsfera in celeste. Premetto che nel complesso non conosco poi moltissimi blog, frequento sempre i soliti...Tra quelli femminili adoro leggere le Dottoresse Bea, Georgia, Gattona, Lizaveta, Rolli...Anzi, direi che queste sono anche mie amiche carissime nella vita reale...E poi seguo sempre volentierissimo le Dottoresse Mu e Invasiva, così acute, briose, sempre "nelle righe"...Per il resto trovo la blogosfera rosa nel complesso gradevole, anche se talvolta noto un eccesso di ..."aggressività mascolina" nel linguaggio e nei comportamenti descritti, oltreché nelle idee, che mi perplime un po'...
    4. Quante ore passi, ogni giorno, leggendo e commentando i blog? Perché? E, soprattutto, perché non hai altro di meglio da fare?
    Da 0 a 10? Una media? Semplice, mobile, ponderata? Dimmi tu… io non saprei. Per il mio lavoro, ho una connessione internet quasi sempre aperta; nei tempi morti butto un occhio sul monitor e se ho tempo, commento, altrimenti mi limito a leggere. Dici che potrei fare qualcosa di meglio? In effetti lo faccio, nel frattempo. E tu? (Sospira) Il lavoro vero che svolgo mi tiene ancorata davanti al monitor e alla tastiera del computer per ore...Leggere e commentare i blog degli amici, è un modo per riposarmi e distrami un po'.
    5. Con quale blogger vorresti avere un'appassionata storia d'amore? E perché?
    Ovvio, scontato e (forse) banale… con Effe. Perché il primo blog-amore non si scorda mai… e poi adoro le sfide. Oh! (violento rossore, flap flap velocissimo a mo' di ventaglio...) Ma Dottori miei! Che domande mi fate? Non sapete che sono la quintessenza della discrezione anche nella mia vita privata?
    6. Cosa diresti se venissi a sapere che lui ti ha tradita prima con Luca Sofri e poi con Filippo Facci, in una casa tappezzata di post di Brontolo e disegni del Coniglio Cattivo?
    Gli direi che i gusti sono gusti, ma gli consiglierei di cambiare tappezzeria. Dopo un po', i graffi tendono ad allargarsi.
    Mah...credo che potrei perdonere i tradimenti (giustificando soprattutto quello con Dottor Facci...Lo trovo così fascinoso!), ma la scelta dell'alcova...ehm..no, Ah mi spiace, ma proprio no; il mio senso estetico si ribella, sì, si ribella.
    7. Hai la possibilità di fare un colpo di stato. Di quale blog prendi possesso?
    Dipende. Potrebbe essere Forza Idillio: lì dopo ogni colpo di stato (o di scena, che è lo stesso) c'è sempre un po' di quiete. Poi salta sempre fuori un nuovo Lìder… nel frattempo, però, mi riposo. Ma perché dovrei darmi la zappa sui piedi, impossessandomi di un blog?
    www.buba.it Mi piace da impazzire.
    8. Il tuo raggio d'azione è circoscritto ad un certo numero di blog: agorafobia o altro?
    Il mio "raggio d'azione" non è poi così circoscritto… tanto che non sempre riesco a fare dei "giri" completi. Talvolta viaggio in incognito; non che mi nasconda dietro altri nick, ma leggo e non commento, se non ritengo di aver qualcosa da aggiungere o se vado di fretta. Altro. Un misto di "corrispondenza d'amorosi sensi", affinità elettive, educative, morali, culturali. Simpatie immediate ed epidermiche; l'impressione sempre di sentirmi a casa di amici deliziosi e reali, a cui mi legano stima e affetto reciproco... Insomma, frequentazioni virtuali, ma non troppo. Dietro ci sono cose concrete, sentimenti veri.
    9. MSN chiude le chat. Domani Splinder chiude i blog, e dopodomani lo fa anche Clarence. Come reagisci?
    Migro su excite? Torno a produrre di più? Non so… in fondo i blog sono uno strumento di comunicazione ma, come si dice "morto un papa, se ne fa un altro". Confido nella creatività umana. Anche nella mia, ovviamente.
    Intensificando in qualche caso la mia e-corrispondenza: provo un dolore quasi "fisico" a non ritrovare quotidianamente certi blog...e quindi certi amici.
    10. Lancia anche tu una grande campagna per una blogsfera migliore.
    Devo proprio? E poi, migliore per chi? Per alcuni, una blogsfera migliore sarebbe composta solo da blog "informativi", per altri "pura fuffa 100%". Io non saprei da dove cominciare; però mi piacerebbe se non ci fosse bisogno delle "liste nere". Dici che sogno troppo? Sono retorica? Non sei l'unico.
    Meno polemiche e più classe?
    11. Il post più bello che tu hai letto, e quello così bello che non hai avuto la forza di commentarlo. Non occorre che tu sia onesta.
    Potrei citarne diversi: quello che più mi ha fatto ridere, uno che mi ha commosso fino alle lacrime, quello che mi ha fatto sospirare di tenerezza e ricordi, l'altro che mi ha fatto vibrare di sdegno. Qualcuno è anche tuo. Ma citarne uno farebbe torto agli altri, e non lo farò. O forse sì. Uno dei più belli (che non ho commentato, se non indirettamente) è un saluto ad una Bianca piccina…
    Oh, sono innumerevoli i post bellissimi che ho letto e che continuo a leggere...Lo dico davvero, non è piaggeria. Quelli che non ho il coraggio di commentare pubblicamente, di solito li commento scrivendo privatamente all'autore perché sono fermamente convinta che la bravura debba sempre essere riconosciuta.
    12. Meglio virtuale o è bello anche ossa-e-ciccia?
    "Ciccia-e-ossa" forse sarebbe più aderente alla mia realtà ("giunonica", mi definirono una volta, se non ricordo male… ad una festa virtuale). Di molti dei blogger che frequento non conosco voce né volto, altri sono immagini via mail, altri ancora li ho visti "dal vivo". Finora mi è andata bene… nessuna delusione (da parte mia), ma la conferma di alcune intuizioni e la scoperta di alcuni aspetti del carattere che non traspaiono dallo schermo. Del futuro… quien sabe? Virtuale è piacevolissimo. Un misto dei due può essere meraviglioso... Ma guardare negli occhi, ascoltare le voci, stringere mani, accarezzare volti... Bè... q uello è impareggiabile.
    13. Un saluto alla tua dirimpettaia lo vuoi fare o no?
    SiSi è la donna più "donna" che conosca… e soprattutto, mi accarezza per il verso giusto. Come potrei non salutarla?
    L'abbraccio forte, mia dolcissima Dottoressa Riccio, e senza nessuna tema dei suoi splendidi aculei! E ora scusatemi, ma il dovere mi chiama... Arrivo subito Dottor Effe! (s'allontana ancheggiando sollecita).

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